La lotta contro la guerra attraverso gli NFT
In questi giorni si vive la tensione della guerra in Ucraina in tutta Europa e chiunque cerca di contribuire, come può, a risollevare il popolo danneggiato. L’arte, come sempre, narra e scandisce gli avvenimenti storici, coinvolgendo gli appassionati di crypto di tutto il mondo a sostenere la popolazione ucraina durante questo momento difficile attraverso donazioni dirette o aste con NFT (non-fungible token).
Infatti, l'arte è stata uno dei primi casi di utilizzo per NFT grazie alla loro capacità di determinare l’autenticità e la proprietà delle opere digitali che altrimenti avrebbero dovuto fare i conti con la distribuzione e la riproduzione di massa non autorizzata attraverso Internet. Il fenomeno degli NFT ha significato un cambio radicale nel mondo artistico, dando legittimità alle opere digitali che vengono “scritte” su delle catene di blocchi o blockchain affinché diventino autentiche. (Qui l’articolo sul nostro sito per chi volesse approfondire il tema dei NFT)
Subito dopo l'inizio delle ostilità in Ucraina gli NFT sono stati utilizzati raccogliendo i fondi per aiutare i rifugiati. L'esempio più grande finora è UkraineDAO che ha finanziato 2,100 ETH (criptovaluta ethereum) per un valore di 6,7 milioni di dollari. Una delle fondatrici di UkraineDAO è Nadia Tolokonnikova, artista e attivista russa, nonché membro del gruppo punk rock russo Pussy Riot. Insieme a Trippy Labs e PleasrDAO, l'attivista politica e critica del presidente russo Vladimir Putin, dona 100% dei fondi raccolti agli aiuti per l'Ucraina.
UkraineDAO, Bandiera Ucraina NFT. (c) Ansa
L’elemento più interessante di questa iniziativa è che piuttosto che singole opere d'arte, i contributori ricevono la proprietà frazionata di una bandiera NFT ucraina sotto forma di gettoni e, nonostante sia stato prodotto come edizione unica, il file consente ai compratori di condividerne il possesso e poter ricevere percentuali in criptovaluta sulle vendite future del file, anche se UkraineDAO ha esortato i proprietari a mantenere l'opera.
Lo stesso team ha spiegato: "Inizialmente l'idea era che gli artisti creassero qualcosa, ma è cambiata rapidamente quando il gruppo ha deciso che l'NFT doveva essere un simbolo del popolo ucraino piuttosto che concentrarsi su un particolare artista. Detto questo, sosteniamo pienamente le altre organizzazioni che mettono all'asta il lavoro degli artisti a sostegno dell'Ucraina".
L'artista di NFT Danil Pan ha organizzato una campagna per raccogliere fondi tramite aste NFT e devolvere una percentuale delle vendite delle opere agli artisti NFT ucraini. È stato anche creato un gruppo di volontari per stilare un elenco di artisti NFT e per caricare le loro opere su piattaforme come Rarible, Foundation e OpenSea (alcune tra le migliori piattaforme per chi vuole creare, vendere o comprare NFT).
Anche l’artista italiano Lorenzo Quinn ha deciso di devolvere il ricavato della sua prima raccolta di 1000 NFT, Support Ukraine, Stop the war, i cui primi 100 gettoni sono stati messi in vendita 2 Marzo.
Lorenzo Quinn, Support Ukraine, Stop War. (c) Ibbonline
L’obiettivo dell’artista è quello di raccogliere più di mezzo milione di sterline da devolvere a tre enti di beneficenza che stanno svolgendo un lavoro a sostegno di civili e medici: la Società della Croce Rossa ucraina e le organizzazioni no profit Nova Ukraine e Sunflower for Peace che forniscono beni di prima necessità ai civili e zaini di pronto soccorso al personale sanitario in prima linea.
In merito a questa opera l’artista commenta: “Le persone innocenti pagano sempre il prezzo più alto per la guerra. Sono profondamente rattristato dall'invasione dell'Ucraina e, come artista, è tutto ciò che posso fare per incanalare la mia tristezza e mostrare il mio sostegno attraverso l'arte. Rendere questi pezzi unici disponibili per l'acquisto come NFT è il mio modo per raccogliere rapidamente fondi per aiutare il popolo ucraino e trasmettere la mia emozione, amore e supporto autentici”.
Questo lavoro è ispirato all’installazione Support dello stesso artista, presentata per la prima volta alla Biennale di Venezia nel 2017 per sensibilizzare sull'innalzamento del livello del mare che minaccia Venezia e tutte le città costiere del mondo.
Un'altra azione da sottolineare è quella di Olive Allen, artista visiva russa con sede a New York, pioniera del movimento della Crypto-Art, la cui arte esplora gli attuali cambiamenti culturali attraverso un'esperienza personale. Ha fatto notizia il suo gesto in cui, in piedi davanti al Consolato Generale della Federazione Russa a New York City, Allen brucia il suo passaporto russo, unica copia che aveva, vendendo il video come NFT all’asta e devolvendo interamente il ricavato agli sforzi umanitari in Ucraina.
Olive Allen, Passport Burning' NFT,(c) nftnow
L’artista nel video dichiara: “Sono un'artista russa e ho bruciato il mio passaporto perché non credo nella Russia di Putin e non sostengo la guerra in Ucraina. Sto vendendo all'asta il mio passaporto bruciato NFT per raccogliere fondi per il popolo ucraino colpito dalla guerra.”
Queste iniziative fanno sperare in un cambiamento significativo, consapevolezza supportata dal fatto che ci sia stata una mobilitazione a livello globale dimostrando quanto l’arte possa essere necessaria a restaurare un senso empatico collettivo, favorito anche dai nuovi tipi di espressioni e linguaggi come la Crypto-Art.
Tiziano Musolino nasce a Reggio di Calabria e fin da piccolo mostra un interesse per l’arte che lo spingerà a frequentare il Liceo Artistico della sua città. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria nel corso di Scultura elaborando una tesi critica sul linguaggio artistico dello scultore calabrese Francesco Jerace. Il percorso di studi lo porterà all’Accademia di Belle Arti di Bologna dove si iscriverà al corso teorico di Comunicazione e Didattica dell’Arte da cui emergerà la sua passione per la critica e la scrittura. La tesi finale analizza il rapporto tra arte e musica realizzando personalmente un videoclip, inclusa la musica. Durante la permanenza a Bologna lavora come mediatore culturale e scrive articoli per delle mostre visitate durante il corso di museologia e storia e metodologia della critica d’arte.